lunedì 29 dicembre 2014

La bellezza di essere donne


Care lettrici, 

qualche mese fa mi sono arrivate alle orecchie queste bellissime parole di Diego Cugia, che vorrei condividere con voi tutte...

"Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta, che uno dice 'E' finita'. No, non è mai finita per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. 
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame peggio che a scuola. Te, l’implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all’altezza oppure se ti devi condannare, così ogni giorno e questo noviziato non finisce mai e sei tu che lo fai durare. 
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci con un uomo, che sei terrorizzata che una storia ti tolga l’aria e non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno si infiltri nella tua vita o peggio, se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane. Sei stanca : c’è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, qualcuno che ti vuole cambiare o che devi cambiar tu per tenertelo stretto. Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre 'Eh io sto bene così, sto bene così. Sto meglio così'. E il cielo si abbassa di un altro palmo. Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasque, in quell’uomo ci hai buttato dentro l’anima ed è passato tanto tempo e ne hai buttata talmente tanta di anima che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio e non sai più chi sei diventata. 
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c’è stato un momento in cui hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi ci stavi stretta, nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi. E hai pianto. Dio quanto piangete, avete una sorgente d’acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi per la strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino e quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore perché l’aria buia ti asciugasse le guance...E poi hai scavato, hai parlato. Quanto parlate ragazze! Siete lacrime e parole, per capire e per tirare fuori una radice lunga sei metri, per dare un senso al tuo dolore. Perché faccio così? Com’è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza? 
E allora vai giù con la tua ruspa nella tua storia, a due, a quattro mani e saltano fuori migliaia di tasselli, un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto, lo sapevi? E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti, così scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna comincia comunque : ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. E' un’avventura ricostruire sé stesse, la più grande. 
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli. Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo 'Sono nuova!' semplicemente con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. 
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia, per chi la incontra e per sé stessa. E' la primavera a novembre, quando meno te l’aspetti".

In un semplice brano ecco racchiusa la vera essenza di una donna. Noi che non finiamo mai di fare domande, di interrogarci, di tirare fuori tutto quello che abbiamo dentro per capire quello che ci succede intorno. E se non capiamo, continuiamo a chiedere, a metterci in discussione, a cambiare qualcosa, a confrontarci con gli altri. Perchè è vero, noi andiamo avanti come un treno, siamo inarrestabili, siamo un fiume in piena, una corrente di pensieri e di emozioni che ti trascina via se non ti tieni stretto. Siamo imprevedibili, a volte di passaggio, a volte in sosta, a volte rimaniamo, quando ne vale la pena, quando vogliamo metterci anima e corpo, quando crediamo in qualcosa, quando crediamo in qualcuno. Siamo complicate, piene di dubbi, di paure, di ansie e di cose non dette. Abbiamo i nostri difetti e le nostre incertezze, commettiamo errori e torniamo sui nostri passi, oppure corriamo via, anche se a volte poi torniamo.
Siamo una sfida continua, una scatola piena di segreti, uno scrigno chiuso, che si apre solo con la chiave giusta, una combinazione difficile, un universo in espansione. Siamo tante cose, tutte insieme : siamo donne, ma anche bambine, siamo sicure e decise, ma anche timide e incerte, siamo coraggiose, ma anche titubanti, siamo forti, ma anche fragili, siamo generose, ma anche diffidenti, siamo calme, ma anche orgogliose.
Siamo una squadra rosa capace di affrontare tante sfide, perchè è vero, una donna cade e si rialza e se cade di nuovo si rialza ancora. E' nella sua natura più intima : lo sente dentro. E' una spinta incredibile che ti fa aprire gli occhi la mattina e pensare 'Sì, io oggi ce la faccio. So che ce la faccio', perchè noi lo sappiamo davvero. A volte non ne siamo del tutto consapevoli, a volte ci nascondiamo, a volte mettiamo la testa sotto il cuscino per non vedere : in fondo è più facile tirarsi indietro e pensare di lasciare agli altri la soluzione dei problemi. Ma non c'è gioia più grande del guardarsi intorno e del dire 'Ce l'ho fatta. Ho vinto. Ancora una volta'. Certo che ce l'hai fatta : sei donna, sei bella, sei forte, e lo sai.
Ti rialzi e sorridi. Sorridi a tutto e a tutti, ma soprattutto sorridi a te stessa, perchè sai di non esserti arresa, con la tua voglia di combattere e di camminare a testa insù. 
Sei donna, sei nata donna e rinasci donna ogni volta che la tua vita cambia. Sei nata bella e rinasci ancora più bella, con la leggerezza e la grazia di una Primavera, con il calore e la passione di una piccola Fenice.

Donne, al via i vostri commenti :)

A prestissimo,
Chiara

domenica 28 dicembre 2014

Al cinema con noi...


Care amiche, cari amici,
eccoci tornate dopo le vacanze di Natale! Ci siamo prese una piccola pausa anche noi...

Per voi oggi una recensione del film "THE HELP" di Tate Taylor (2011), tratto dall'omonimo romanzo di Kathryn Stockett. Una storia affascinante tutta al femminile, una storia importante, di donne importanti, di donne coraggiose e forti, di donne vere.

"The Help" è un film ambientato a Jackson, Mississippi, nella prima metà degli anni sessanta. Eugenia Phelan, detta Skeeter, è una giovane ragazza bianca che dopo essersi laureata torna a casa dai suoi genitori, facoltosi proprietari terrieri. Diversamente dalle sue coetanee, ormai sposate e dedite completamente alla famiglia, Skeeter ha come primo obiettivo la sua realizzazione lavorativa e un grande sogno : diventare una giornalista e fare della scrittura la sua vita. Ottiene un piccolo lavoro presso il quotidiano della città, una rubrica che tratta di lavori domestici e consigli per affrontare qualsiasi problema o inconveniente casalingo.
Skeeter è una ventitreenne in gamba, attenta, sveglia, curiosa e dal cuore grande : guardandosi intorno nella vita di tutti i giorni trova sempre più anacronistica, arretrata e profondamente sbagliata la situazione in cui si trova lo stato del Mississippi, caratterizzato ancora da una forte segregazione razziale. A Jackson molte donne afroamericane lavorano come domestiche presso le famiglie bianche benestanti e quotidianamente sono costrette a subire umiliazioni e trattamenti discriminatori, come quello di mangiare facendo uso stoviglie proprie e stando ben lontane dal tavolo dove tutta la famiglia si serve o utilizzando servizi igienici a parte, fuori dalle abitazioni dei bianchi.
Aibileen Clark è la domestica di Elizabeth, una delle amiche di infanzia di Skeeter, e il suo compito principale è quello di badare alla figlia della padrona, una simpatica e paffutella bambina di tre anni, della quale ormai è diventata la vera mamma. Minny Jackson è un'altra domestica di colore che lavora in casa di Hilly Holbrook, leader indiscussa del suo circolo di giovani donne benestanti.
Skeeter, un pesce fuor d’acqua in un mondo che non sente per nulla suo, pensa che possa essere originale e interessante raccontare la condizione di queste domestiche, proprio dal loro punto di vista. Aibileen, nonostante all’inizio sia reticente, dubbiosa e spaventata dalle possibili conseguenze, accetta di aiutare Skeeter, finendo per coinvolgere anche Minny, esasperata dalle cattiverie gratuite di Miss Hilly, l’ultima delle quali è stata quella di licenziare Minny per aver utilizzato il bagno domestico, anziché andare fuori, come suo dovere secondo il regolamento.
Miss Stein, caporeddatore di una rivista importante di New York, incuriosita dall'idea avuta dalla giovane giornalista, dopo i primi manoscritti, le chiede un racconto più articolato, arricchito da testimonianze di più persone, per far sì che si possa pubblicare. Minny, nel frattempo, trova lavoro presso Celia Foote, fragile e ingenua, poco pratica di faccende domestiche, ma generosa e soprattutto immune dall'atteggiamento razzista dell'élite bianca locale, che per altro la snobba e la emargina continuamente. Purtroppo per Skeeter, dati i continui atti di intimidazione contro gli afroamericani, nessun'altra domestica ha il coraggio di farsi avanti ad aiutarla, neppure in forma anonima, fino al momento in cui, in seguito all’ennesima violenza da parte del Klu Klux Klan, il popolo di donne nere insorge, per far valere i propri diritti. Sono donne indignate, stanche, arrabbiate, deluse, offese, donne cui è stata negata la libertà, donne che sono state private del diritto stesso di essere donne. Donne che trovano la forza di riunirsi tutte insieme e di alzare la voce, per lo stesso traguardo. Skeeter raccoglie tutte le loro storie, ascolta e scrive, sorride, piange, partecipa al dolore e alla gioia delle sue amiche coraggiose.
Con l’incredibile successo del libro Skeeter otterrà il lavoro a New York e grazie al suo aiuto (The Help) anche tantissime altre persone hanno potuto scrivere la storia della propria vita, senza paura, senza vincoli, senza freni, senza pudore e senza vergogna.


Skeeter, sensibile e altruista, è la prima a pensare di chiedere e a chiedere effettivamente ad Aibileen cosa si prova ad essere una domestica di colore in uno stato fortemente razzista e conservatore. Cosa si prova a sottomettersi ogni giorno alla padrona di casa per una paga di novantacinque centesimi di dollaro l’ora? Cosa si prova a subire torti e mortificazioni senza mai ricevere una frase educata o civile, un sorriso, un ringraziamento? Cosa si prova a crescere i figli di altri quando i propri sono a casa senza una mamma? Cosa si prova a sentirsi proprietà di qualcuno, come un oggetto? Cosa si prova a essere guardati e considerati a tutti gli effetti un oggetto? Cosa si prova ad accettare questo? 
Aibileen le racconta la storia di una donna che ha sempre vissuto per gli altri e mai per sé stessa, una donna che ha lavorato con il cuore e la passione, nonostante i rimproveri, le offese, le cattiverie e le violenze subite, una donna che in tutto ciò, tuttavia, non ha mai dimenticato o rinnegato la sua identità, aspettando momenti migliori, andando avanti a testa alta, ripetendo ogni giorno alla 'sua' bambina bianca : "Ricordati, sei una donna...Come sei? Sei carina, sei brava, sei importante. Sei importante. Sei importante".
E alla fine Aibileen è stata ripagata dell'attesa. Alla fine ha scritto una storia, la sua personale, ha cominciato a vivere la sua vita e non più quella degli altri, ha cominciato a sorridere, a prendere la strada del cuore e a portare alta con orgoglio la bandiera della vittoria. « Il vento della libertà inizia a soffiare ».




Perdetevi anche voi nelle storie di Aibileen, Minny e Skeeter : imparerete molto da queste donne, le scoprirete passo per passo e un po' finirete per scoprire anche voi stesse.

Ci vediamo al prossimo film!!!!!

Chiara e Lisa

sabato 20 dicembre 2014

La magia dei NONNI...


Care amiche, cari amici,

avete presente quella sensazione di vuoto che si apre un po’, soprattutto qualche giorno prima delle feste, quando vi manca qualcuno? Qualcuno che non c’è, perché è lontano e non torna da troppo tempo, qualcuno che è partito e non si fa vedere da anni, o qualcuno che se ne è andato definitivamente e la via di casa non la ritroverà mai, perché la sua strada ormai è quella che segue il colore del cielo.

Ecco, ogni anno il Natale è il momento in cui le mancanze si sentono di più, o almeno, per me è sempre stato così. E anche questa volta so che la sera della Vigilia e il giorno di Natale mancheranno due persone importantissime senza le quali la famiglia non è più la stessa : i nonni.
I nonni, quei vecchietti insostituibili che se non esistessero bisognerebbe davvero inventarli, quei genitori alla seconda che non smettono mai di insegnare qualcosa di nuovo, quegli amici anziani che hanno sempre la capacità di tornare un po’ bambini. 
Sarebbe bellissimo avere il potere di tenerseli al proprio fianco tutta la vita, come maestri, come guide, come angeli custodi. Purtroppo non si può e il tempo scorre veloce e non perdona. Spesso non ci rendiamo conto di quanto siano preziosi anche solo gli istanti, soprattutto con le persone anziane. Tendiamo a pensare continuamente che ci sia tempo, che ci sia un ‘glielo dico domani, lo abbraccio domani, lo porto in giro domani, gli faccio un regalo domani’, quando sarebbe intelligente pensare all’oggi. E’ vero, quando amiamo qualcuno siamo portati a credere che sia per sempre anche in senso fisico, che quella persona non possa andarsene prima di noi, che il viaggio si faccia insieme, sempre e comunque, che non ci sia nessun orologio che batte il tempo e nessuna lancetta che scandisce le ore di ogni giorno di ogni mese di ogni anno. I nonni sembrano eterni, perché ce li ritroviamo lì, in ogni momento, contenitori preziosi di troppe storie, ricordi, favole, racconti e consigli per pensare che tutto questo possa avere una scadenza. Non ci pare possibile che se ne vadano prima di averci svelato proprio tutti i segreti delle loro vite : pensiamo ‘aspetta, c’è ancora tanto da imparare, hai ancora tanto da insegnarmi’, ma soprattutto ‘io non ti ho ancora dato abbastanza’. Sì perché si ha l’impressione di non essere in grado di lasciare qualcosa di tangibile a un nonno, si pensa spesso ‘non c’è nulla che io sappia che lui non sa’, quando lui invece ripete ogni giorno con una luce particolare negli occhi  ‘tu sei la mia gioia più grande nipote’. 
Eppure quando partono ci sentiamo vuoti e inutili, perché siamo convinti di aver perso tempo, di non averne dedicato abbastanza a loro, di non aver sfruttato tutte le occasioni per stare insieme fin quando era possibile. Poi a volte è incredibile e sorprendente quanto possa essere forte la presenza di qualcuno che manca : lo sentiamo dappertutto, lo vediamo ovunque, scambiamo le altre persone per lui, a casa tutto parla di lui. Le fotografie, i vestiti nell’armadio, i libri sugli scaffali, le tazze della colazione, i biscotti preferiti, ogni cosa è al suo posto, ma manca la sua persona. Ed è impossibile mettersi nell’ottica di non vedere più il nonno entrare dalla porta salutando a modo suo, con quel sorriso un po’ strano che amiamo tanto…Non riusciamo ad accettare il fatto che nessuno si poserà con leggerezza sulla poltrona in salotto leggendo il giornale con la televisione accesa in sottofondo…Sembra inconcepibile il realizzare che quel nonno non farà più parte fisicamente di quella casa che abbiamo sempre visto come sua. La sua sedia in cucina rimane vuota, perché quello era il suo posto, di nessun altro…La sua parte del letto non avrà più l’impronta di una persona rannicchiata, ma avrà un lenzuolo steso e immacolato…Ci saranno gli amici del sabato pomeriggio senza un giocatore di ramino, burraco, canasta, pinnacolo e senza il maestro delle bocce…Ci sarà una nonna in lacrime, dopo aver perduto il compagno di tutta una vita, un amico fedele, un confidente eccezionale, una persona insostituibile, l’amore di sempre…Ci saranno dei nipoti un po’ orfani senza il loro nonno tuttofare, che si guarderanno intorno smarriti e desidereranno con tutto il loro cuore una bussola per poter ritrovare la strada e per poter tornare indietro nel tempo in un qualche modo, per scrivere una fine diversa alla loro storia. Prima o poi se ne faranno una ragione, ma rimarrà nel loro animo una ferita profonda, difficile da rimarginare. Qualsiasi situazione potrà diventare un ‘chissà il nonno come si sarebbe comportato’ o un ‘ah sicuramente non avrebbe fatto così’. Qualsiasi persona potrà essere un ‘guarda come gli assomiglia’ o un ‘sai che mi sembra di aver incontrato il nonno per strada stamattina? Mi sono quasi fermata per salutarlo’. Qualsiasi Natale sarà sempre un po’ più vuoto, perché di fianco all’albero non c’è il nonno seduto in poltrona, sotto l’albero non c’è il regalo del nonno, a tavola non c’è il posto per il nonno, durante il cenone non c’è il discorso del nonno, non c’è il brindisi con lui, non c’è ‘auguri nonno!’. C’è un buco, enorme, che con il passare dei giorni e degli anni anziché rimpicciolirsi sembra crescere sempre di più.
Io quest’anno, però, ho pensato che questa mancanza la voglio riempire : e allora, alzerò un calice per il nonno, farò un brindisi, dirò qualcosa come se lui fosse lì, gli terrò il posto sulla sua sedia preferita di fianco a me, aiuterò la nonna a chiudere i cappelletti come faceva lui il sabato e la domenica pomeriggio, mangerò un tortellino dividendolo con lui, taglierò il pandoro a stella come piaceva a lui, metterò un portatovagliolo in tavola con il suo nome, lo saluterò e gli augurerò Buon Natale con un bacio speciale. 
Non mi importa che lui non sia lì, per me c’è e ci sarà sempre. Forse lo vedrò solo io, ma mi va bene anche così. Mi basta.


Avete anche voi dei nonni che vi guardano da lassù? Comprate loro un regalo di Natale e mettetelo sotto l’albero, se volete. Anche se fisicamente non ci sarà nessuno ad aprirlo, gli angeli hanno comunque il potere di sentire e di vedere tutto, di scartare tutti i regali del mondo, di sorridere, di abbracciare e di donare amore dall’alto.

Ciao Mario,
Ciao Gianni,
Ciao a tutti i nonni al di là delle nuvole...





Chiara e Lisa

venerdì 19 dicembre 2014

Benvenute nel mondo del riciclo creativo!!!

Care lettrici, ieri, mentre girovagavo per Bologna, mi sono imbattuta in un banco di volantinaggio a favore del riciclo e in una parte del banco c'erano in vendita degli oggetti usati per ricavare altri oggetti. Ad esempio: delle vecchie grucce di legno rotte sono state riutilizzate per creare un bellissimo porta piatti!
Così mi è venuta un'illuminazione. E ho cercato in giro per il web delle idee per un riciclo creativo e, credetemi, mi si è aperto un mondo! Ho pensato a tutte le cose inutili, super impolverate che occupano un bel po' di spazio nella mia casa e sapere di poterle riutilizzare per creare molte cose carine mi ha entusiasmato! Dai vecchi oggetti possiamo ricavare oggetti utili per il giardinaggio, per la cucina, per la decorazione della casa, per la pulizia della casa e anche qualche giocattolo per i più piccoli! Aggiungo infine che queste idee non solo ci aiutano a ritrovare un po' di spazio tra i vecchi oggetti ma aiutano anche a risparmiare un po' di soldini!!!

Ecco quello che ho trovato in giro per il web:

-Maniglie di ombrelli riutilizzate come attaccapanni..


-Da un contenitore per acqua distillata ecco una paletta per le pulizie..


-Bottiglie di plastica magicamente trasformate in una scopa..


-Braccialetti molto fashion ricavati da bottiglie di plastica! 


-Bottiglie di plastica e vecchi CD riutilizzati per dei carinissimi vasi da giardino..


-Cartoni dei rotoli di carta igienica possono diventare dei carinissimi pacchettini..


-Questo è uno dei miei preferiti, il pezzo di una cintura di sicurezza riutilizzato come portachiavi! Per chi come me perde continuamente le chiavi di casa è perfetto, in questo modo le tue chiavi saranno sempre in un posto preciso e non sarai costretta a guardare in tutte le borse che hai nell'armadio, tutti i cassetti, tutte le tasche e chi più ne ha più ne metta!

-Deliziosi vasetti per i fiori fatti con i palloncini e vecchi bicchieri..


-Un grembiule da cucina ricavato da una camicia, questo è geniale! 


-Se in casa avete ancora i vecchi rullini di una volta questo è il modo migliore per riutilizzarli..


- Questa signora ha veramente avuto una brillante idea! Quando si cucina spesso e volentieri i libri di ricette sono ingombranti e occupano troppo spazio sul piano da lavoro. Ecco lei con una semplice gruccia da pantaloni è riuscita a ricavare un porta libri! 


-Per ultimo un piccolo pupazzo ricavato da un guanto, per la felicità dei più piccolini!


Queste sono solo alcune delle idee che ho trovato in giro per il web. Ma se anche voi avete qualche idea creativa per il riciclo non esitate a condividerle con me e Chiara! 
Io cercherò durante le vacanze di Natale di sperimentare una di queste idee...e non appena potrò la condividerò sul blog! 
A presto, 
Lisa


martedì 16 dicembre 2014

In cucina con Chiara!


Amiche, come molte di voi sanno, a me piace tantissimo produrre dolci in quantità industriale : fa bene all'umore, dà un tocco di colore alle giornate più buie, riempie la casa di profumini invitanti e migliora notevolmente la salute di mente e corpo (oddio, il corpo forse no, ma sono dettagli in fondo!).
Oggi voglio regalarvi una ricetta semplice e gustosa che potete realizzare in qualsiasi momento, seguendo la vostra ispirazione e un po' anche la saggia Chiarina, che per le torte ormai ha l'occhio clinico...


TORTA RICOTTA E NUTELLA

Ingredienti :

250 g di farina 00
250 g di ricotta (preferibilmente industriale - quella fresca si conserva meno)
3 uova medie
60 g di burro
160 g di zucchero semolato
50 ml di latte
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina
Nutella q.b (di solito 250 gr circa)

Procedimento :

Sciogliere il burro in un pentolino e mettere da parte a raffreddare. Montare con l’aiuto delle fruste elettriche le uova con lo zucchero e l’estratto di vaniglia fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere la ricotta a più riprese continuando a montare. Unire il latte diminuendo leggermente la velocità delle fruste. Aggiungere la farina ed il lievito setacciati sempre a più riprese continuando a montare lentamente. In ultimo aggiungere il burro, amalgamare con le fruste fino a quando non è del tutto incorporato al composto. Il composto risulterà chiaro e molto cremoso (se appare eccessivamente liquido vuol dire che non è montato a dovere). Aiutandosi con un cucchiaio aggiungere metà dell’impasto in una teglia da 24 cm di diametro precedentemente imburrata o ricoperta con carta da forno. Sciogliere un po' la Nutella a bagno maria per stemperarla ed evitare che risulti troppo densa e compatta e di conseguenza pesante. Aggiungere cucchiaini abbondanti di Nutella sul composto, ricoprire con il composto rimanente e sulla superficie aggiungere altri cucchiaini di Nutella. Cuocere a 180° in forno statico per circa 35/40 minuti.
Fare sempre la prova stecchino negli ultimi minuti di cottura. Sfornare, fare raffreddare e servire la torta.
Appena fatta si scioglie in bocca ed è meravigliosa, a mio parere, ma anche nei giorni successivi si conserva morbida e saporita come una bella ciambella. Consumatela però nel giro di tre o quattro giorni massimo, perchè la ricotta è pur sempre un prodotto da frigo e fuori frigo non si conserva buona e cremosa per un tempo eccessivamente lungo.

Provate questa ricetta e vi divertirete, vedrete! Soprattutto quando avrete il pancino bello pieno e la bocca soddisfatta. Per qualsiasi consiglio, chiarimento, proposta non esitate a chiedere. Eccomi al vostro servizio!
Per i dolci e per le cuoche dolcine questo e altro...

Aspetto le foto delle vostre torte, mi raccomando non siate timide!
Vi saluto e alla prossima ricetta :)

Chiara


lunedì 15 dicembre 2014

I film per ritrovare uno spirito natalizio perfetto!

Care amiche, quest'anno ancora lo spirito del Natale non è riuscito a fare breccia nel vostro cuore?!
Niente paura! Ecco qui in vostro aiuto una piccola lista di film, per grandi e piccini, con cui sarà difficile non cominciare a sentire un po' l'emozione del Natale2014!!!

Se vi piace viaggiare nel passato, in un'atmosfera natalizia 'old style' ecco a voi un evergreen del cinema natalizio: White Christmas (1954).
Un film adatto a tutti, proveniente dalla vecchia Hollywood: bei vestiti anni '50, belle canzoni e un cast di grandi star di Hollywood tra cui il grande crooner Bing Crosby.
Avete presente la famosa canzone 'Bianco Natale'?! Ecco questo è il film che l'ha resa celebre al mondo intero, mica roba da poco!
E c'è anche una piccola curiosità riguardo a questo film che non tutti sanno: una delle protagoniste è Rosemary Clooney...la zia di George Clooney che ai tempi era una famosissima cantante!



Ecco per le più romanticone, a coloro che credono nel principe azzurro natalizio, una commedia che non possono assolutamente lasciarsi scappare: L'amore non va in vacanza (2006).
Adatto a tutti e con un super cast di belloni e bellone, 'L'amore non va in vacanza' è ambientato a Natale tra la calda Los Angeles e la fredda campagna Londinese. Una commedia dolce, anche più dello zucchero, vi assicuro che alla fine del film i vostri cuori anti-Natalizi si ritroveranno appesi al calendario a contare i giorni che mancano al 25 Dicembre!


Questo è un super, super, super cult Natalizio...l'avrete visto milioni di volte ma non basta mai! Questo è il tipico film a cui ogni anno tutti i palinsesti televisivi danno una rispolverata: Mamma ho perso l'aereo (1990).
Come si può dire di no al simpaticissimo Kevin? Ammettetelo! Quante volte, da bambini, davanti a questo film avete sognato ad occhi aperti?! Rimanere a casa da soli senza genitori o senza fratelli rompiscatole, mangiare come se non ci fosse un domani, guardare tutta la televisione che si potesse desiderare e dormire fino a tardi. 'Mamma ho perso l'aereo' è perfetto per risvegliare il bimbo che è in noi che aspetta trepidante il Natale!
E se non dovesse bastarvi è consigliatissima anche la visione del seguito: Mamma ho riperso l'aereo (1992).




Se vogliamo passare una serata in compagnia dei più piccolini ecco un immancabile classico Disney: Lilli e il Vagabondo (1955). Un dolcissimo cartone animato che addolcirà sicuramente il cuore di tutti!



Non poteva mancare assolutamente nella nostra lista l'eroina femminile del ventunesimo secolo, eternamente a caccia del folle amore eterno, con metodi non sempre efficaci....signore sto parlando dell'indimenticabile Bridget Jones con Il diario di Bridget Jones (2001).
Non so voi ma senza questo film per me non è Natale! Per chi come Bridget è alla ricerca del suo Darcy non deve fare altro che mettere il dvd nel lettore e gustarsi un sacco di risate ma anche tanta dolcezza!



Se vi piacciono le commedie composte da diversi episodi Love actually (2003) è sicuramente quello che fa al caso vostro. Un film con un cast veramente d'eccezione..tutti grandissimi attori, nessuno escluso.
Le risate sono assolutamente assicurate! L'ho rivisto non molto tempo fa e giuro che non riuscivo a stare seduta sulla sedia a forza di ridere. Tanti episodi, tutti incentrati sul Natale...chi si innamora, chi litiga, chi fa pace...tante belle storie con un contorno di risate incredibili!



Ecco qui la mia lista! Ragazze se volete ritrovare il vostro spirito Natalizio basterà qualcuno di questi film e vi sembrerà di sentire Babbo Natale bussare alla vostra porta!!!
Al prossimo post,
Lisa






La letterina di Babbo Natale


Ci ho pensato molto in questi giorni : il Natale sta arrivando e io devo ancora fare tutto. 
Di natalizio in casa c’è solo l’albero. Quello sì, quello l’ho fatto al momento giusto, rispettando la tradizione. Ma non ho ancora comprato nessun regalo, non ho ancora scelto nulla e non ho ancora scritto nessun biglietto di auguri. Non mi fermo nei negozi, non guardo le bancarelle, non sento il profumo di pino, di neve, di colori e di decorazioni, di feste, di spirito natalizio. Quest’anno faccio tanta fatica. 
E non è solo perché sono adulta, si è aggiunto un anno, non è molto in fondo. Forse è perché mi sono accorta che i miei desideri per questo Natale sono un po’ difficili da esaudire e che Babbo probabilmente ci metterà un po’ a leggere per intero la mia lettera. Ci sono dei momenti addirittura in cui mi dà fastidio sentir parlare del Natale, vedere le luci dappertutto, sentire i cori, ascoltare i bambini entusiasti per le feste che stanno per cominciare. A volte mi capita di isolarmi completamente e di guardare le persone, la mia città e gli addobbi come se io fossi estranea a tutto questo, come se fossi uno spettatore venuto da fuori e arrivato lì per caso.
Forse è perché il peso dei problemi e dei pensieri incurva sempre di più le spalle di chi un anno fa camminava dritto e a testa alta. Forse perché la vita ogni tanto è un po’ troppo severa. Forse perché la solitudine si insinua prepotentemente nei momenti meno opportuni, senza che tu te ne accorga. E’ un agguato silenzioso che senti alle tue spalle e poi dentro di te, sempre più forte. 
Forse perché credi che le tue richieste siano esagerate e le vedi lontane, senza destinazione. Forse perché ti senti diversa quest’anno, diversa dagli altri, diversa da te stessa. Non capisci bene e sei confusa : sarebbe tanto comodo poter schioccare le dita e tornare ai Natali di qualche anno fa, ai Natali dei bambini, quelli belli e spensierati, quelli leggeri, pieni di sogni e di aspettative, pieni di dolcetti, regalini, calore, calze e maglioni, giochi, sorrisi e semplicità. Poi ti guardi allo specchio e capisci che non puoi, che devi guardare avanti, che devi affrontare tutto come ogni giorno, anche se è festa. Però la lettera la scrivi lo stesso, per non perdere le buone vecchie abitudini. La scrivi perché non si sa mai, perché in fondo un po’ tu ci credi ancora.
Magari non chiedi più delle cose materiali, ma questa volta chiedi una persona : qualcuno da amare, qualcuno che ti stia vicino nei momenti difficili, qualcuno che ci sia sempre, per ricordarti quanto sei forte e quanto tutto si possa affrontare a testa alta e con coraggio, qualcuno che di fronte ai tuoi no li corregga in sì, qualcuno che ti spinga sempre a trovare il lato positivo anche nelle piccole cose, qualcuno che ti ascolti e che ti apprezzi così come sei, senza pretendere di cambiare nulla di te. Qualcuno che risponda al telefono anche alle quattro del mattino se tu hai bisogno, qualcuno che non ti lasci lì da sola in mezzo alla folla ad una festa se tu non ci vuoi stare, qualcuno che ti sappia prendere nelle situazioni di panico e ti riporti sulla retta via senza battere ciglio, senza giudicare, senza domandarsi perché. Qualcuno che di fronte a una risposta confusa o a una reazione strana non se ne vada di corsa, ma piuttosto si sforzi di capire il motivo. Qualcuno che voglia lottare per te, per salvarti, per non perderti, per cercare di comprenderti e per non lasciarti andare.
Ok, effettivamente è una richiesta importante, da bambina grande, che tuttavia sente di non essere ancora abbastanza grande per affrontare certe cose da sola.
Il Babbo Natale sulla finestra, però, sembra leggermente contrariato : ha ragione, perché in questa tua lunga lettera/riflessione hai saltato un passaggio estremamente importante. La parola ‘sola’ non va bene. Le tue amiche dove le metti? Le metti al primo posto. Senza dubbio.
Perché sono loro le uniche persone per cui non puoi mai dire di essere sola. Sei in cerca di un altro tipo di amore, è vero, ma sei comunque circondata da un amore/affetto incondizionato e infinito. Sai che senza di loro gli ultimi mesi sarebbero stati un inferno, sai che loro ti hanno ridato il sorriso in più di un’occasione, sai che loro ti hanno rimesso in pista, sai che loro ti hanno ascoltato, confortato, soccorso, aiutato, tutte le volte che potevano. Sono state pazienti, le tue rocce, i tuoi punti di forza, le tue spalle, il tuo tutto.
Questo lo sai bene, perché è una delle cose che custodisci con più cura. E non hai detto poco, perché non tutti sono fortunati come te, non tutti hanno delle amiche come le tue, non tutti si addormentano la notte con le amiche così vicino al cuore.
E allora forse in questo 2014 Babbo Natale non riuscirà ad esaudire il tuo desiderio, forse si terrà la lettera per il prossimo anno, forse la ripiegherà ancora e la infilerà nella tasca del cappotto.

Ma tu non arrenderti e continua a sperare : comunque vada, sotto l’albero i regali più grandi li hai pur sempre tu. Sai quante amiche ti sorridono tra i rami dietro le luci? Tutte quelle che hai. E sorridono solo per te. Per vederti vincere, per incoraggiarti, per spronarti, per farti capire quanto sia bello il mondo insieme a te.

Chiara

domenica 14 dicembre 2014

Dieci modi pazzi per decorare l'albero di Natale


In attesa del Natale girando per il web abbiamo scoperto tanti modi diversi e completamente fuori dalla tradizione per decorare l'albero, al posto delle solite palline colorate...

1. Fiori arancioni e piume bianche per dare l'impressione della neve


2. Bigliettini colorati e vivaci per rallegrare ogni giornata e infondere pensieri positivi


3. Per gli amanti della lettura...


4. Per chi è goloso di natura ecco un albero cui sarà difficile resistere!


5. Per gli amanti della musica che non sanno più dove mettere i cd...


6. Per chi ama la birra e si è dimenticato di portare via il pattume da circa due mesi...


7. Per chi vuole un albero per toccare il cielo (o semplicemente il soffitto!)


8. Per chi ama il fresco in casa (o ha il riscaldamento rotto)...


9. Per chi mangia salutare...


10. Per gli amanti del riciclo...


Se anche voi avete visto o avete fatto un albero di Natale un po' pazzo, aggiungetelo alla nostra lista.
Baci e al prossimo post!

Chiara e Lisa