Ci ho pensato molto in questi giorni : il Natale sta
arrivando e io devo ancora fare tutto.
Di natalizio in casa c’è solo l’albero.
Quello sì, quello l’ho fatto al momento giusto, rispettando la tradizione. Ma
non ho ancora comprato nessun regalo, non ho ancora scelto nulla e non ho
ancora scritto nessun biglietto di auguri. Non mi fermo nei negozi, non guardo
le bancarelle, non sento il profumo di pino, di neve, di colori e di
decorazioni, di feste, di spirito natalizio. Quest’anno faccio tanta fatica.
E
non è solo perché sono adulta, si è aggiunto un anno, non è molto in fondo.
Forse è perché mi sono accorta che i miei desideri per questo Natale sono un
po’ difficili da esaudire e che Babbo probabilmente ci metterà un po’ a leggere
per intero la mia lettera. Ci sono dei momenti addirittura in cui mi dà
fastidio sentir parlare del Natale, vedere le luci dappertutto, sentire i cori,
ascoltare i bambini entusiasti per le feste che stanno per cominciare. A volte
mi capita di isolarmi completamente e di guardare le persone, la mia città e
gli addobbi come se io fossi estranea a tutto questo, come se fossi uno
spettatore venuto da fuori e arrivato lì per caso.
Forse è perché il peso dei problemi e dei pensieri incurva
sempre di più le spalle di chi un anno fa camminava dritto e a testa alta.
Forse perché la vita ogni tanto è un po’ troppo severa. Forse perché la
solitudine si insinua prepotentemente nei momenti meno opportuni, senza che tu
te ne accorga. E’ un agguato silenzioso che senti alle tue spalle e poi dentro
di te, sempre più forte.
Forse perché credi che le tue richieste siano
esagerate e le vedi lontane, senza destinazione. Forse perché ti senti diversa
quest’anno, diversa dagli altri, diversa da te stessa. Non capisci bene e sei
confusa : sarebbe tanto comodo poter schioccare le dita e tornare ai Natali di
qualche anno fa, ai Natali dei bambini, quelli belli e spensierati, quelli
leggeri, pieni di sogni e di aspettative, pieni di dolcetti, regalini, calore,
calze e maglioni, giochi, sorrisi e semplicità. Poi ti guardi allo specchio e
capisci che non puoi, che devi guardare avanti, che devi affrontare tutto come
ogni giorno, anche se è festa. Però la lettera la scrivi lo stesso, per non
perdere le buone vecchie abitudini. La scrivi perché non si sa mai, perché in
fondo un po’ tu ci credi ancora.
Magari non chiedi più delle cose materiali, ma questa volta
chiedi una persona : qualcuno da amare, qualcuno che ti stia vicino nei momenti
difficili, qualcuno che ci sia sempre, per ricordarti quanto sei forte e quanto
tutto si possa affrontare a testa alta e con coraggio, qualcuno che di fronte
ai tuoi no li corregga in sì, qualcuno che ti spinga sempre a trovare il lato
positivo anche nelle piccole cose, qualcuno che ti ascolti e che ti apprezzi
così come sei, senza pretendere di cambiare nulla di te. Qualcuno che risponda
al telefono anche alle quattro del mattino se tu hai bisogno, qualcuno che non
ti lasci lì da sola in mezzo alla folla ad una festa se tu non ci vuoi stare,
qualcuno che ti sappia prendere nelle situazioni di panico e ti riporti sulla
retta via senza battere ciglio, senza giudicare, senza domandarsi perché.
Qualcuno che di fronte a una risposta confusa o a una reazione strana non se ne
vada di corsa, ma piuttosto si sforzi di capire il motivo. Qualcuno che voglia
lottare per te, per salvarti, per non perderti, per cercare di comprenderti e
per non lasciarti andare.
Ok, effettivamente è una richiesta importante, da bambina
grande, che tuttavia sente di non essere ancora abbastanza grande per
affrontare certe cose da sola.
Il Babbo Natale sulla finestra, però, sembra leggermente
contrariato : ha ragione, perché in questa tua lunga lettera/riflessione hai
saltato un passaggio estremamente importante. La parola ‘sola’ non va bene. Le
tue amiche dove le metti? Le metti al primo posto. Senza dubbio.
Perché sono loro le uniche persone per cui non puoi mai dire
di essere sola. Sei in cerca di un altro tipo di amore, è vero, ma sei comunque
circondata da un amore/affetto incondizionato e infinito. Sai che senza di loro
gli ultimi mesi sarebbero stati un inferno, sai che loro ti hanno ridato il
sorriso in più di un’occasione, sai che loro ti hanno rimesso in pista, sai che
loro ti hanno ascoltato, confortato, soccorso, aiutato, tutte le volte che
potevano. Sono state pazienti, le tue rocce, i tuoi punti di forza, le tue
spalle, il tuo tutto.
Questo lo sai bene, perché è una delle cose che custodisci
con più cura. E non hai detto poco, perché non tutti sono fortunati come te,
non tutti hanno delle amiche come le tue, non tutti si addormentano la notte
con le amiche così vicino al cuore.
E allora forse in questo 2014 Babbo Natale non riuscirà ad
esaudire il tuo desiderio, forse si terrà la lettera per il prossimo anno,
forse la ripiegherà ancora e la infilerà nella tasca del cappotto.
Ma tu non arrenderti e continua a sperare : comunque vada, sotto
l’albero i regali più grandi li hai pur sempre tu. Sai quante amiche ti sorridono
tra i rami dietro le luci? Tutte quelle che hai. E sorridono solo per te. Per
vederti vincere, per incoraggiarti, per spronarti, per farti capire quanto sia
bello il mondo insieme a te.
Chiara
Bellissime parole Kia 😘
RispondiEliminaGrazie amica mia <3 <3
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