domenica 28 dicembre 2014

Al cinema con noi...


Care amiche, cari amici,
eccoci tornate dopo le vacanze di Natale! Ci siamo prese una piccola pausa anche noi...

Per voi oggi una recensione del film "THE HELP" di Tate Taylor (2011), tratto dall'omonimo romanzo di Kathryn Stockett. Una storia affascinante tutta al femminile, una storia importante, di donne importanti, di donne coraggiose e forti, di donne vere.

"The Help" è un film ambientato a Jackson, Mississippi, nella prima metà degli anni sessanta. Eugenia Phelan, detta Skeeter, è una giovane ragazza bianca che dopo essersi laureata torna a casa dai suoi genitori, facoltosi proprietari terrieri. Diversamente dalle sue coetanee, ormai sposate e dedite completamente alla famiglia, Skeeter ha come primo obiettivo la sua realizzazione lavorativa e un grande sogno : diventare una giornalista e fare della scrittura la sua vita. Ottiene un piccolo lavoro presso il quotidiano della città, una rubrica che tratta di lavori domestici e consigli per affrontare qualsiasi problema o inconveniente casalingo.
Skeeter è una ventitreenne in gamba, attenta, sveglia, curiosa e dal cuore grande : guardandosi intorno nella vita di tutti i giorni trova sempre più anacronistica, arretrata e profondamente sbagliata la situazione in cui si trova lo stato del Mississippi, caratterizzato ancora da una forte segregazione razziale. A Jackson molte donne afroamericane lavorano come domestiche presso le famiglie bianche benestanti e quotidianamente sono costrette a subire umiliazioni e trattamenti discriminatori, come quello di mangiare facendo uso stoviglie proprie e stando ben lontane dal tavolo dove tutta la famiglia si serve o utilizzando servizi igienici a parte, fuori dalle abitazioni dei bianchi.
Aibileen Clark è la domestica di Elizabeth, una delle amiche di infanzia di Skeeter, e il suo compito principale è quello di badare alla figlia della padrona, una simpatica e paffutella bambina di tre anni, della quale ormai è diventata la vera mamma. Minny Jackson è un'altra domestica di colore che lavora in casa di Hilly Holbrook, leader indiscussa del suo circolo di giovani donne benestanti.
Skeeter, un pesce fuor d’acqua in un mondo che non sente per nulla suo, pensa che possa essere originale e interessante raccontare la condizione di queste domestiche, proprio dal loro punto di vista. Aibileen, nonostante all’inizio sia reticente, dubbiosa e spaventata dalle possibili conseguenze, accetta di aiutare Skeeter, finendo per coinvolgere anche Minny, esasperata dalle cattiverie gratuite di Miss Hilly, l’ultima delle quali è stata quella di licenziare Minny per aver utilizzato il bagno domestico, anziché andare fuori, come suo dovere secondo il regolamento.
Miss Stein, caporeddatore di una rivista importante di New York, incuriosita dall'idea avuta dalla giovane giornalista, dopo i primi manoscritti, le chiede un racconto più articolato, arricchito da testimonianze di più persone, per far sì che si possa pubblicare. Minny, nel frattempo, trova lavoro presso Celia Foote, fragile e ingenua, poco pratica di faccende domestiche, ma generosa e soprattutto immune dall'atteggiamento razzista dell'élite bianca locale, che per altro la snobba e la emargina continuamente. Purtroppo per Skeeter, dati i continui atti di intimidazione contro gli afroamericani, nessun'altra domestica ha il coraggio di farsi avanti ad aiutarla, neppure in forma anonima, fino al momento in cui, in seguito all’ennesima violenza da parte del Klu Klux Klan, il popolo di donne nere insorge, per far valere i propri diritti. Sono donne indignate, stanche, arrabbiate, deluse, offese, donne cui è stata negata la libertà, donne che sono state private del diritto stesso di essere donne. Donne che trovano la forza di riunirsi tutte insieme e di alzare la voce, per lo stesso traguardo. Skeeter raccoglie tutte le loro storie, ascolta e scrive, sorride, piange, partecipa al dolore e alla gioia delle sue amiche coraggiose.
Con l’incredibile successo del libro Skeeter otterrà il lavoro a New York e grazie al suo aiuto (The Help) anche tantissime altre persone hanno potuto scrivere la storia della propria vita, senza paura, senza vincoli, senza freni, senza pudore e senza vergogna.


Skeeter, sensibile e altruista, è la prima a pensare di chiedere e a chiedere effettivamente ad Aibileen cosa si prova ad essere una domestica di colore in uno stato fortemente razzista e conservatore. Cosa si prova a sottomettersi ogni giorno alla padrona di casa per una paga di novantacinque centesimi di dollaro l’ora? Cosa si prova a subire torti e mortificazioni senza mai ricevere una frase educata o civile, un sorriso, un ringraziamento? Cosa si prova a crescere i figli di altri quando i propri sono a casa senza una mamma? Cosa si prova a sentirsi proprietà di qualcuno, come un oggetto? Cosa si prova a essere guardati e considerati a tutti gli effetti un oggetto? Cosa si prova ad accettare questo? 
Aibileen le racconta la storia di una donna che ha sempre vissuto per gli altri e mai per sé stessa, una donna che ha lavorato con il cuore e la passione, nonostante i rimproveri, le offese, le cattiverie e le violenze subite, una donna che in tutto ciò, tuttavia, non ha mai dimenticato o rinnegato la sua identità, aspettando momenti migliori, andando avanti a testa alta, ripetendo ogni giorno alla 'sua' bambina bianca : "Ricordati, sei una donna...Come sei? Sei carina, sei brava, sei importante. Sei importante. Sei importante".
E alla fine Aibileen è stata ripagata dell'attesa. Alla fine ha scritto una storia, la sua personale, ha cominciato a vivere la sua vita e non più quella degli altri, ha cominciato a sorridere, a prendere la strada del cuore e a portare alta con orgoglio la bandiera della vittoria. « Il vento della libertà inizia a soffiare ».




Perdetevi anche voi nelle storie di Aibileen, Minny e Skeeter : imparerete molto da queste donne, le scoprirete passo per passo e un po' finirete per scoprire anche voi stesse.

Ci vediamo al prossimo film!!!!!

Chiara e Lisa

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