Care amiche, cari amici,
avete presente quella sensazione di vuoto che si apre un po’,
soprattutto qualche giorno prima delle feste, quando vi manca qualcuno?
Qualcuno che non c’è, perché è lontano e non torna da troppo tempo, qualcuno
che è partito e non si fa vedere da anni, o qualcuno che se ne è andato definitivamente
e la via di casa non la ritroverà mai, perché la sua strada ormai è quella che
segue il colore del cielo.
Ecco, ogni anno il Natale è il momento in cui le mancanze si
sentono di più, o almeno, per me è sempre stato così. E anche questa volta so
che la sera della Vigilia e il giorno di Natale mancheranno due persone
importantissime senza le quali la famiglia non è più la stessa : i nonni.
I nonni, quei vecchietti insostituibili che se non
esistessero bisognerebbe davvero inventarli, quei genitori alla seconda che non
smettono mai di insegnare qualcosa di nuovo, quegli amici anziani che hanno
sempre la capacità di tornare un po’ bambini.
Sarebbe bellissimo avere il
potere di tenerseli al proprio fianco tutta la vita, come maestri, come guide,
come angeli custodi. Purtroppo non si può e il tempo scorre veloce e non
perdona. Spesso non ci rendiamo conto di quanto siano preziosi anche solo gli
istanti, soprattutto con le persone anziane. Tendiamo a pensare continuamente
che ci sia tempo, che ci sia un ‘glielo dico domani, lo abbraccio domani, lo
porto in giro domani, gli faccio un regalo domani’, quando sarebbe intelligente
pensare all’oggi. E’ vero, quando amiamo qualcuno siamo portati a credere che
sia per sempre anche in senso fisico, che quella persona non possa andarsene
prima di noi, che il viaggio si faccia insieme, sempre e comunque, che non ci
sia nessun orologio che batte il tempo e nessuna lancetta che scandisce le ore
di ogni giorno di ogni mese di ogni anno. I nonni sembrano eterni, perché ce li
ritroviamo lì, in ogni momento, contenitori preziosi di troppe storie, ricordi,
favole, racconti e consigli per pensare che tutto questo possa avere una
scadenza. Non ci pare possibile che se ne vadano prima di averci svelato
proprio tutti i segreti delle loro vite : pensiamo ‘aspetta, c’è ancora tanto
da imparare, hai ancora tanto da insegnarmi’, ma soprattutto ‘io non ti ho
ancora dato abbastanza’. Sì perché si ha l’impressione di non essere in grado
di lasciare qualcosa di tangibile a un nonno, si pensa spesso ‘non c’è nulla
che io sappia che lui non sa’, quando lui invece ripete ogni giorno con una
luce particolare negli occhi ‘tu sei la
mia gioia più grande nipote’.
Eppure quando partono ci sentiamo vuoti e inutili,
perché siamo convinti di aver perso tempo, di non averne dedicato abbastanza a
loro, di non aver sfruttato tutte le occasioni per stare insieme fin quando era
possibile. Poi a volte è incredibile e sorprendente quanto possa essere forte
la presenza di qualcuno che manca : lo sentiamo dappertutto, lo vediamo
ovunque, scambiamo le altre persone per lui, a casa tutto parla di lui. Le
fotografie, i vestiti nell’armadio, i libri sugli scaffali, le tazze della
colazione, i biscotti preferiti, ogni cosa è al suo posto, ma manca la sua
persona. Ed è impossibile mettersi nell’ottica di non vedere più il nonno
entrare dalla porta salutando a modo suo, con quel sorriso un po’ strano che
amiamo tanto…Non riusciamo ad accettare il fatto che nessuno si poserà con
leggerezza sulla poltrona in salotto leggendo il giornale con la televisione
accesa in sottofondo…Sembra inconcepibile il realizzare che quel nonno non farà
più parte fisicamente di quella casa che abbiamo sempre visto come sua. La sua
sedia in cucina rimane vuota, perché quello era il suo posto, di nessun altro…La
sua parte del letto non avrà più l’impronta di una persona rannicchiata, ma
avrà un lenzuolo steso e immacolato…Ci saranno gli amici del sabato pomeriggio
senza un giocatore di ramino, burraco, canasta, pinnacolo e senza il maestro
delle bocce…Ci sarà una nonna in lacrime, dopo aver perduto il compagno di
tutta una vita, un amico fedele, un confidente eccezionale, una persona
insostituibile, l’amore di sempre…Ci saranno dei nipoti un po’ orfani senza il
loro nonno tuttofare, che si guarderanno intorno smarriti e desidereranno con
tutto il loro cuore una bussola per poter ritrovare la strada e per poter
tornare indietro nel tempo in un qualche modo, per scrivere una fine diversa
alla loro storia. Prima o poi se ne faranno una ragione, ma rimarrà nel loro
animo una ferita profonda, difficile da rimarginare. Qualsiasi situazione potrà
diventare un ‘chissà il nonno come si sarebbe comportato’ o un ‘ah sicuramente
non avrebbe fatto così’. Qualsiasi persona potrà essere un ‘guarda come gli
assomiglia’ o un ‘sai che mi sembra di aver incontrato il nonno per strada
stamattina? Mi sono quasi fermata per salutarlo’. Qualsiasi Natale sarà sempre
un po’ più vuoto, perché di fianco all’albero non c’è il nonno seduto in
poltrona, sotto l’albero non c’è il regalo del nonno, a tavola non c’è il posto
per il nonno, durante il cenone non c’è il discorso del nonno, non c’è il
brindisi con lui, non c’è ‘auguri nonno!’. C’è un buco, enorme, che con il
passare dei giorni e degli anni anziché rimpicciolirsi sembra crescere sempre
di più.
Io quest’anno, però, ho pensato che questa mancanza la
voglio riempire : e allora, alzerò un calice per il nonno, farò un brindisi,
dirò qualcosa come se lui fosse lì, gli terrò il posto sulla sua sedia
preferita di fianco a me, aiuterò la nonna a chiudere i cappelletti come faceva
lui il sabato e la domenica pomeriggio, mangerò un tortellino dividendolo con lui, taglierò
il pandoro a stella come piaceva a lui, metterò un portatovagliolo in tavola
con il suo nome, lo saluterò e gli augurerò Buon Natale con un bacio speciale.
Non mi importa che lui non sia lì, per me c’è e ci sarà sempre. Forse lo vedrò
solo io, ma mi va bene anche così. Mi basta.
Avete anche voi dei nonni che vi guardano da lassù? Comprate
loro un regalo di Natale e mettetelo sotto l’albero, se volete. Anche se
fisicamente non ci sarà nessuno ad aprirlo, gli angeli hanno comunque il potere
di sentire e di vedere tutto, di scartare tutti i regali del mondo, di
sorridere, di abbracciare e di donare amore dall’alto.
Ciao Mario,
Ciao Gianni,
Ciao a tutti i nonni al di là delle nuvole...
Chiara e Lisa



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